Dimensione di uno spazio vettoriale

Proposizione 2.5 - Sia B = {u1, u2 , ..., un} una base di V e sia S = {v1, v2 , ..., vm} un insieme di vetori indipendenti di V, allora m ≤ n.

Dim. Si possono usare i vettori della base B per esprimere in modo unico il vettore v1, come

teorema dimensione spazi \mathbf{v}_1 = a_1 \mathbf{u}_1 +a_2\mathbf{u}_2+\ldots+a_{n}\mathbf{u}_n 
(2.2)

Essendo i vettori vi linearmente indipendenti, essi sono tutti diversi dal vettore nullo. In particolare, poichè v1 ≠ 0, vi è sicuramente nella (2.2) un ai diverso da zero. Possiamo sceglire arbitrariamente il coefficiente a1 ≠ 0.

Dalla (2.2) si ricava:

teorema dimensione spazi \mathbf{u}_1 = a_1^{-1}v_1 -(a_1^{-1}a_2) \mathbf{u}_2 -(a_1^{-1}a_3)\mathbf{u}_3-\ldots-(a_1^{-1}a_n)\mathbf{u}_n

Quindi per la proposizione (2.1) si ha:

teorema dimensione spazi \text{Span} (\mathbf{v}_1, \mathbf{u}_2,\ldots, \mathbf{u}_n ) = \text{Span} (\mathbf{u}_1, \mathbf{u}_2,\ldots, \mathbf{u}_n )  = V

quindi l'insieme {v1, u2 , ..., un} è un insieme di generatori di V. Poichè v1 non può esprimersi come combinazione lineare dei soli vettori {u1, u2 , ..., un} essendo a1 ≠ 0 ne segue che {v1, u2 , ..., un} è un insieme di vettori linearmente indipendenti e quindi costituiscono una base.

Applicando il procedimento già seguito si dimostra che anche {v1, v2 u3 , ..., un} è una base di V. Iterando il procedimento, se fosse m > n, si potrebbero trovare n vettori v1, v2, ..., vn tra gli m dati, che costituiscono una base di V. Ma allora i rimanenti m - n vettori vn+1, vn+2 , ..., vm risulterebbero linearmente dipendenti da essi, il che è una contraddizione della ipotesi di partenza, dunque m ≤ n. □

Teorema 2.1 - Tutte le basi di uno spazio vettoriale V finitamente generato contenono lo stesso numero di basi.

Dim.- Siano {u1, u2 , ..., un} e {v1, v2 , ..., vm} due basi di V. Poichè {v1, v2 , ..., vm} è un insieme di vettori linearmente indipendenti, per la proposizione 2.5, vale m ≤ n. Dato che anche {u1, u2 , ..., un} è un insieme di vettori linearmente indipendenti, per la proposizione (2.5) deve essere n ≤ m, quindi deve essere per forma m = n. □

Definizione 2.6 - Il numero di vettori contenuti in una base di uno spazio vettoriale V è detto dimensione dello spazio, e si indica con dim V = n

La dimensione di uno spazio vettoriale rappresenta quindi il massimo numero di vettori linearmente indipendenti. Per lo spazio vettoriale V = {0}, dim V=0. Gli spazi vettoriali di dimensione n si dicono di dimensione finita. Può accadere che non esista alcun n per cui V abbia una base di n vettori.

Esempio 2.1 Sia V lo spazio di tutti i polinomi di una variabile. E' facile notare che non esiste un numero finito di polinomi tale che ogni polinomio sia combinazione lineare di questi. Prendendo come base l'insieme:

1, x, x2, x3,...

ci sarà sempre un polinomio che non è combinazione lineare di questi. Pertanto V è uno spazio vettoriale a dimensione infinita.

Teorema 2.1 (Del completamento di una base) - Siano {u1, u2 , ..., un} vettori linearmente indipendenti di uno spazio vettoriale V di dimensione n. Se k ≤ n allora possiamo trovare n − k vettori {v1, v2 , ..., vk} tali che gli n vettori

v1, v2, vk, u1, ...., un−k

siano una nuova base di V.

Dim. Il sistema dei k + n vettori {v1, v2 , ..., vk, u1, un-k} è sicuramente un sistema di generatori per lo spazio vettoriale V. Applicando a tale sistema il metodo usato per dimostrare il teorema (2.0) e ricordando che tutte le basi hanno lo stesso numeri di elementi, si ha la tesi. □

Definizione 2.6 (Somma diretta) - Diciamo che V è somma diretta di U e W se per ogni elemento vV esistono unici gli elementi uU e wW tali che v = u + w. In tal caso si scrive:

V = U ⨁ W

Teorema 2.2 - Sia V uno spazio vettoriale sul campo 𝕂 e siano U e W due sottospazi di V. Se U + W = V, e se U ⋂ W = {0} allora V è somma diretta di U e W.

Dim. Dato vV, per la prima ipotesi esistono u e w tali che v = u + w. Supponiamo che lo stesso vettore v possa esprimersi come somma di due vettori differenti v = u' + w'. Ciò porta ad una contraddizione della seconda ipotesi, infatti:

u + w = u' + w'

Allora:

u - u' = w' - w

Ma u - u'U e w - w'W, quindi esisterebbe un vettore diverso dal vettore nullo che appartiente ad U ⋂ W = {0} in contraddizione con la seconda ipotesi.

Teorema 2.3 - Se V è uno spazio vettoriale di dimensione finita su 𝕂, e somma diretta dei sottospazi U e W, allora:

dim V = dim W + dim U

Dim. Sia {v1, v2 , ..., vk} una base di U e {w1, w2 , ..., wm} una base di W. Ogni elemento di U ha un'unica combinazione lineare x1v1+ x2 v2 + ...+ xkvk con xi𝕂 lo stesso per W: y1w1+ y2 w2 + ...+ ykwm con yi𝕂. Quindi ogni elemento di V si può esprimere come un'unica combinazione lineare:

x1v1+ x2 v2 + ...+ xkvk + y1w1+ y2 w2 + ...+ ykwm

Questo dimostra il teorema ed anche il fatto che {v1, v2 , ..., vk, w1, w2 , ..., wm} è una base di V.

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